La playlist per l’estate | 2026

Ça me va droit au cœur d’avoir toute votre estime
C’est un peu de chaleur, un peu moins de clim
Oublions les rancoeurs et rebranchons la ligne
Avons l’air de seigneurs, soyons clean
Loin des merles moqueurs, de ce vieillard indigne

Confettis (feat. Julia Stone) Benjamin Biolay

Come già saprete, ho preso l’abitudine di prepararmi ad un viaggio leggendo un libro ambientato nel luogo che sto per visitare. Non una guida, ma un romanzo oppure, al massimo, una sorta di diario di viaggio. Ora che ci penso di questa mia abitudine non potete sapere nulla, perché di tutti i luoghi che ho visitato negli ultimi mesi (due per la precisione) non ho ancora scritto nulla. In testa mia ci sono dei lunghi reportage, ve lo assicuro, ma a quanto pare non hanno alcuna voglia di uscire.

Cambia poco.

Negli ultimi weekend di questo periodo torrido, ho cercato un po’ di refrigerio sdraiandomi al sole in una spiaggia del Lido di Venezia, la sabbia è bollente, direte voi, non una grande idea, ma il mare è li a due passi, pronto ad accogliermi in tutta la sua calma tiepida, che fa molto “Morte a Venezia” di viscontiana memoria. Dopo un attento studio sugli orari dei vaporetti e sulle coincidenze con gli autobus, ho escogitato una routine perfetta, in circa 30 minuti mi trovo dalla porta di casa mia ad avere i piedi in sabbia. 

La “dog beach” del Lido di Venezia (forse)

La spiaggia è quella che è, amata da cinofili (ufficialmente è una “dog beach”) e dalle badanti dell’est Europa, ma resta particolarmente comoda per me. Per prepararmi a queste escursioni, in rispetto della mia filosofia “leggi la tua destinazione”, sto leggendo l’ennesimo libro preso di seconda mano su Libraccio, intitolato “Storia della vita privata”, di tale Bill Bryson che, usando come scusa il “viaggio” attraverso le stanze della sua casa nelle campagne inglesi, appartenuta ad un reverendo a metà del diciannovesimo secolo, racconta l’evoluzione della “civiltà” urbana, ad esempio di come l’abbondanza di edifici palladiani costruiti nelle prime colonie inglesi nel Nuovo Mondo sia sostanzialmente opera di una singola persona, oppure spiega la nascita di  tutte quelle migliorie che hanno permesso di raggiungere il comfort nel quale tutti viviamo ora, come le scale, il materasso, la lampadina, le fogne.

Il libro è pieno zeppo di aneddoti, figure singolari dai destini improbabili, abitudini e prese di posizione che ora troveremmo inconcepibili, come ad esempio il fatto che ci fosse un’Associazione Reale per la protezione degli animali molto prima di quella per la protezione dell’infanzia (a proposito di dog beach).

Se io dovessi scrivere un libro simile ispirandomi al “viaggio” attraverso le stanze di casa mia, arriverei a scarse 16 facciate, incluse le copertine e un paio di illustrazioni.

La foto/segnalibro trovata dentro al libro “Storia della vita privata”

Ora, cosa abbia a che vedere con i miei mini viaggi al Lido di Venezia questo libro non è chiaro neppure a me, probabilmente è la mia solita scusa per far sapere che leggo libri.

Lo scorso weekend, nel breve tragitto in autobus ho assistito ad una lite tra un padre con passeggino ed un altro padre con un carrello della spesa per chi avesse il diritto di occupare lo spazio riservato ai passeggini. Spoiler alert: non era il tipo con il carrello della spesa. Al tizio con il passeggino però non è bastato vincere, come un classico leone da tastiera ha inveito contro l’altro malcapitato, nonostante gli avesse prontamente lasciato lo spazio.

Una delle scene più tristi del mio 2026, con tutto che ad aprile ho pure incontrato il candidato sindaco di Venezia Andrea Martella. 

Ormai in trance agonistica, il forzuto neo papà ha spiegato al tizio che gli era pure andate bene, perché se non avesse avuto il bambino con sé gli avrebbe “avvitato la testa” (!?), a questo punto avrei dovuto dirgli che senza figlio non avrebbe avuto il passeggino e dunque nemmeno il “casus bellis”. Ma poi ho pensato che sono stanco di dare consigli gratis e mi sono limitato a stare in silenzio fino alla mia fermata.

Cosa abbia alimentato così tanto livore in quel tipo è inspiegabile, quale dramma personale starà vivendo? Dei coloni invasati l’hanno cacciato da casa sua perché promessa loro da 3000 anni in un libro fantasy? Oppure la lettura della “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV lo tiene sveglio la notte, e dunque durante il giorno è particolarmente irritabile? Forse è turbato profondamente dal principio di indeterminazione di Heisenberg, quello che stabilisce l’impossibilità di determinare con precisione a priori illimitata i valori di due variabili incompatibili, al punto che oramai ha i nervi a fior di pelle? Magari qualcuno gli ha fatto notare che nei social ci si deve comportare come nella vita reale e lui ha capito esattamente l’opposto?

Oppure forse semplicemente è il caldo che, soprattutto nel genere maschile, genera mostri (spesso pure nelle scelte dell’abbigliamento).

Come affrontare li caldo con eleganza (da notare il lenzuolo “like” sullo sfondo)

Anche io mi trovo in difficoltà con il caldo estremo, la notte in particolare, che affronto armato solamente di pazienza e di ventilatore (niente aria condizionata, sono troppo radical chic). A rendere il mio sonno un percorso ad ostacoli concorrono altro fattori, incluso un gatto che tende a dormire in tutta la sua calda pelliccia sopra i miei piedi, e Frida, una simpatica tortora che nonostante il buio della notte non perde occasione per tubare allegramente a qualsiasi ora.

Ogni tanto, nelle mie “notti insonni vegliate al calor di un ventilatore” (parafrasando il maestro de André) cerco sollievo nella musica, e la playlist che state per ascoltare (perché è quello che farete, giusto?) nasce proprio da questi ascolti notturni.

Avevo pensato di mettere i brani in una sequenza studiata appositamente, ma poi ho immaginato che si potesse pure ascoltare in modalità “shuffle” (a caso, insomma).

Non troverete alcun brano di Jeff, oramai ho fatto pace con l’idea che non ci sarà mai più una sua canzone nuova, pensiero doloroso, ma la vita a volte è così.

Niente canzone di Jeff, accontentiamoci di una t-shirt

Bene, questo è quanto.

Capisco che dopo una pausa così prolungata avrei dovuto scrivere un post migliore, ma come ho appena detto qui sopra, la vita a volte è così.

Cliccate sul vostro pusher preferito e buon ascolto.

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