Hanno ucciso l’uomo ragno

Riceviamo questo racconto e non possiamo che pubblicarlo, buona lettura. Hanno ucciso l’Uomo Ragno, chi sia stato non si sa Forse quelli della mala, forse la pubblicità Hanno ucciso l’Uomo Ragno, non si sa neanche perché Avrà fatto qualche sgarro a qualche industria di caffè Hanno ucciso l’Uomo Ragno – 883 Mi è capitato l’altro…

Cinque pezzi facili

C’è un vecchio film con Jack Nicholson, si intitola “Cinque pezzi facili”, è il solito dramma concettoso anni ’70, con il disagio della borghesia e tutto il resto, con tutti personaggi assolutamente anni ’70, inclusa la ragazza patita dell’ambiente, che in un’introduzione di Vieri Razzini su RAI3 veniva descritto come l’unica fuori moda, troppo legata…

Time Out (che in veneziano sarebbe “tre”)

Uomini e donne che rincorrono l’ennesimo assist, una palla rubata, il tiro a fil di sirena. Il cui cuore batte con lo stesso sordo rumore che fa il pallone ogni volta che rimbalza, e seppur lo scatto e la precisione non sono più quelli di una volta non importa, finché c’è un canestro (e una palla) la vita resta meravigliosa.

Viaggiare (da fermi) con Il Poltronauta

“Partire è un po’ morire” Cap. Edward John Smith, Titanic.   Per festeggiare i 100 post (che in realtà sono 83, ma chi li conta più), ritorna la magnifica mappa de Il Poltronauta, per vedere dove “abitano” le storie del viaggiatore immobile. Buona lettura e buon viaggio.  

Creare la Storia raccontandola

L’urlo di Hugo Morales scolpisce la storia come una colonna di Traiano di parole. Raccontate, scrivete per restare immortali.

La Plata Rugby Club

Il rugby non poteva diventare lo sport preferito della mia gioventù, un po’ per snobismo veneziano, visto che si tratta dello sport più amato da rovigotti, trevigiani e padovani, insomma dai sudditi della periferia dell’impero, e un po’ perché se non l’hai giocato, difficilmente lo puoi amare davvero.

Song to the siren

Davanti alle Scogliere di Moher, schiaccio play e lascio che Robert Plant mi canti “Song to the siren”, che mi racconti di oceani senza barche, di voci misteriose e ingannatrici.
Forse il più bel brano del mondo, con un unico difetto, quello di finire.