Szymon, il musicista perduto.

È strano andarsene senza soffrire
Senza un volto di donna da dover ricordare
Ma è forse diverso il vostro morire
Voi che uscite all’amore che cedete all’aprile
Cosa c’è di diverso nel vostro morire

Un Chimico – Fabrizio de André

Szymon a Berlino

Il mio primo smartphone mi è stato regalato da i miei colleghi al mio ultimo giorno di lavoro, un gesto commovente, che mi ha lasciato senza parole e con un groppo in gola. A dire il vero non ne avevo mai sentito la mancanza, anche perchè da qualche mese avevo un mini iPad che, a parte telefonare, faceva le stesse cose.

Tempo fa mi è capitato di leggere un articolo che parlava della potenza di calcolo dei computer che guidarono Armstrong & c. durante il viaggio verso la Luna. In base a quello riportato dall’autore dell’articolo, una semplice calcolatrice portatile anni 80 era superiore a tutti i computer a disposizione della NASA nel 1969, per non parlare dei device attuali, incluso anche il mio mini iPad.

Praticamente con una macchina che le menti geniali di Houston nemmeno potevano immaginarsi, noi ci facciamo i selfie, condividiamo foto di gatti, sacrifichiamo ore a Candy Crush e commentiamo rancorosi qualsiasi post vada contro le nostre convinzioni. Certo, per andare sulla Luna non basta un computer, ma la delusione per lo spreco di “talento” resta inalterato.

Nel mio piccolo cerco di sfruttare il più possibile il mio mini iPad: ci scatto fotografie , le modifico, ci leggo libri, uso qualche App intelligente. Ultimamente ho “scoperto” la sveglia, cioè la possibilità di programmare per ogni giorno una sveglia ad un orario diverso, ognuno con una musica diversa, addirittura con la possibilità di sceglierlo dalla mia libreria personale. Ammetto che qualche volta le canzoni sono entrate in punta di piedi nei miei sogni e si sono integrate perfettamente, fallendo nel loro compito di svegliarmi. Ma ormai il mio senso del dovere non mi lascia più dormire durante la settimana.

Nel weekend è tutta un’altra storia, per i due giorni del wekend, quando la sveglia è meno cattiva, ho scelto due canzoni particolari: “Trojan Stalks” e “Golden” di tale Szymon, un artista dall’animo sensibile, forse troppo per questo mondo, con il quale ho scoperto di recente di condividere il giorno del compleanno.

Il vostro Poltronauta preferito il 18 febbraio 2019 compie il mezzo secolo di vita, in teoria è una cifra che spaventa (e anche in pratica), che imporrebbe un momento di riflessione, per tirare le somme e fare un bilancio della propria vita. Ma siccome è quello che faccio da quando ho iniziato a scrivere sul blog, diciamo che non ha alcun senso annoiarvi con la mia filosofia da Settimana Enigmista.

Come detto il vostro Poltronauta preferito raggiunge il numero tondo di 50, nella stessa data Szymon Josiah Borzestowski, per tutti semplicemente Szymon, avrebbe compiuto appena 30 anni. Avrebbe.

Il nome non vi tragga d’inganno, seppur di chiare origini polacche, Szymon è il terzo di quattro fratelli, tutti nati a Newcastle nel New South Wales Australia, fin da piccolo dimostra un talento naturale per la musica e gli strumenti musicali, fra tutti il sax. Durante il liceo però si cimenta in altri strumenti come chitarra e pianoforte. I professori vorrebbero che lui continuasse col conservatorio, ma lui invece si dedica alla composizione.

Come tutti gli australiani si prende un “gap year” per attraversare il mondo, anche se passa la maggior parte del tempo in Europa. Mentre è ancora in viaggio, il padre scopre delle demo registrate da Szymon e decide di mandarle a Craig Hawker e Mark Holland della EMI Australiana, i quali diranno che al primo ascolto pensarono di essere di fronte alle demo riscoperte di un cantante folk anni ’70, piuttosto che ad un giovane artista. I due restano impressionati dalle atmosfere che il giovanissimo talento ricrea suonando da solo tutti gli strumenti presenti nei suoi brani, ma anche dai suoi testi poetici ed criptici, soprendentemente maturi per un ragazzino della sua età (che poi pure Rimbaud a 17 aveva già scritto capolavori):

Driven by a fear that just won’t go / And yet you come so close / Yet you’re so far away / It doesn’t have to be up

I due si accorgono di avere fra le mani una perla rara, e una volta rintracciato l’autore decidono di metterlo sotto contratto.

Szymon a Roma

Szymon torna dall’Europa super entusiasta e si mette subito al lavoro, mandando una demo dopo l’altra, poi le registrazioni diventano sempre più rare fino a quando smettono del tutto nel 2010.

Poco dopo il suo ritorno dall’Europa, Szymon aveva iniziato con attacchi d’ansia, che con il tempo si erano trasformati in una depressione sempre più profonda e oscura, che verso la fine del 2010 gli impedisce anche di comporre. Nella sua vita non c’è una ragazza, un’amore, come sarebbe giusto a 19 anni, ma solamente la sua numerosa famiglia che gli si stringe attorno.

I genitori lo fanno seguire da psichiatri ma più il tempo passa, più quella “cosa”, la malattia lo controlla. Il fratello più grande dirà che negli ultimi mesi Szymon non era più li, al suo posto c’era la depressione che ormai si era sostituita a quel fragile talento biondo.

Il 3 dicembre 2012 Mark Holland ricevo un’email da parte dei genitori, con un notizia terribile: il giorno prima, esattamente il 2 dicembre, a nemmeno 24 anni, Szymon si è tolto la vita, non solo, nell’ultima settimana della sua breve esistenza il giovane musicista, che ormai si era arreso alla depressione, aveva distrutto tutto il materiale registrato negi ultimi anni.

Forse prorprio nella ricerca del vero Szymon la famiglia incarica il produttore della EMI di provare a produrre un album con le varie demo che nel tempo Szymon gli aveva mandato.

Nell’agosto del 2015, a quasi 3 anni dalla sua scomparsa, la EMI fa uscire l’album “Tigerapp”, dodici struggenti brani che sbalordiscono l’Australia, meritandosi persino 5 stelle su 5 da parte della rivista Rolling Stone. Provate ad ascoltare questa manciata di canzoni anche voi, e ditemi se non sembra musica di un altro pianeta.

La depressione è una brutta bestia. Una volta un mio amico mi disse che è una malattia da ricchi, che colpisce soprattutto chi non deve spaccarsi la schiena ogni singolo giorno per poter mangiare, perchè di fatto, se sei occupato a sopravvivere, non hai il tempo fisico per deprimerti.

Non so se sia vero, per fortuna questo mio amico non fa lo psichiatra, ma quello che è certo è che ognuno di noi ha dentro di se un mondo incredibile, e volte per taluni è un mondo troppo grande da sopportare. Oggi Szymon avrebbe compiuto 30 anni, forse sarebbe un grande artista riconosciuto ovunque, oppure no, forse avrebbe cercato altrove la felicità, magari continuando ad alternare qualche piccolo lavoro con grandi viaggi.

Caro fratellino sfortunato, buon compleanno, io, di mio, cercherò di rendere i miei prossimi 50 anni ancora più gloriosi.

Szymon, da qualche parte nel mondo.
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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vincenzo ha detto:

    Auguri, sebbene in ritardo!
    E grazie per avermi fatto conoscere questo Szymon, che non conoscevo. Io per tutta la settimana ho sempre lo stesso tono, il Canone in re di Pachelbel, melodia che mi fa svegliare gradualmente e armoniosamente…
    Ma c’è una ragione per cui le tue sveglie sono tutte a ore diverse, sebbene distanziate solo di qualche minuto?😀

    Piace a 1 persona

    1. Il Poltronauta ha detto:

      Ciao Vincenzo, sono contento che ti abbia fatto scoprire Szymon (io non conoscevo affatto il Canone in re di Pachelbel, non male il ragazzo 😉). Ho gli orari leggermente sfasati perché già vivo una vita di routine, svegliarmi 5 giorni su 7 allo stesso identico orario mi rattristava un bel po’ 😊p.s. Scrivimi via email il tuo indirizzo, ti spetta di diritto una copia del libro.

      Piace a 1 persona

      1. Il Poltronauta ha detto:

        Si, me lo ricordavo. Per il mio compleanno nr 50 mi hanno regalato copie di un libro cartaceo con 50 post del blog. Te ne mando volentieri una copia.

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      2. Vincenzo ha detto:

        onoratissimo!
        ti ho scritto sulla mail che ho trovato in INFO.
        😀

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